| Class action: un'arma spuntata? |
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| Scritto da Francesco Montanari | |||||
| martedì 19 gennaio 2010 | |||||
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Come spiega il settimanale Vita: “Un solo giudice, con un solo processo può condannare un'impresa a risarcire coloro ai quali ha provocato un danno. Infatti, la nuova disciplina consente ai consumatori danneggiati a causa di prodotti difettosi o pericolosi, oppure di comportamenti commerciali scorretti o contrari alle norme sulla concorrenza, di unire le proprie forze per ottenere il risarcimento, mentre il ricorso al giudice da parte del singolo individuo potrebbe essere troppo oneroso”. Proposta dal Governo Prodi, la class action doveva entrare in vigore il 1 luglio 2008, ma il Governo Berlusconi decise di far slittare l’entrata in vigore dapprima al 1 gennaio 2009, quindi al 1 luglio 2009, infine, dopo aver profondamente modificato il testo dell'art. 140-bis, al 1 gennaio 2010.
I
rappresentanti dei consumatori hanno sollevato molte perplessità
sulla modifica del testo: “La principale novità rispetto al
vecchio testo riguardano la legittimazione ad agire (e cioè il
potere di avviare l’azione di classe) che non è più rimessa agli
enti rappresentativi dei consumatori danneggiati (associazioni o
comitati), ma al singolo componente della classe. Esiste quindi il reale rischio che lo strumento sia scarsamente utilizzabile per ottenere il risarcimento del danno.
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| Ultimo aggiornamento ( mercoledì 20 gennaio 2010 ) | |||||
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