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Turbogas e nucleare: un affare francese! PDF Stampa E-mail
Scritto da Francesco Montanari   
martedì 19 gennaio 2010

francia.gifQuesta mattina alcuni attivisti di Greenpeace hanno manifestato a Roma di fronte al palazzo di Confindustria, dove si stava tenendo un incontro tra imprese italiane ed Enel per discutere del programma nucleare italiano.

Uno striscione di 300 metri quadri recitava “Stop alla follia nucleare, Stop Nuclear Madness".
Una follia non solo per l'aspetto energetico, la salute e la sicurezza (problematiche sulle quali il gruppo Fuoritempo da diversi anni sta organizzando incontri con Luciano Benini) ma, come oggi Greenpeace ha evidenziato, anche una bugia dal punto di vista economico.

Ecco il comunicato di Greenpeace:

Il nucleare è un affare francese. Non certo per la nostra economia! Enel cerca di imbonire le imprese italiane promettendo che il 70% degli investimenti per la costruzione di quattro reattori nucleari EPR sarà nella parte non nucleare (dunque non coperta da brevetti francesi) per un controvalore di circa 12 miliardi di euro.
Secondo
l’azienda elettrica francese EDF - alleata di Enel nel riportare il nucleare in Italia - risulta, invece, che gli investimenti nelle parti non convenzionali degli impianti EPR, ovvero le uniche che potrebbero riguardare le imprese italiane, non superano il 40% degli investimenti totali.
Per fortuna
quello che Enel non dice, lo dicono altri: EDF, STUK, Citigroup, AREVA. Nella nostra analisi Bufale nucleari abbiamo analizzato dichiarazioni e cifre degli operatori più competenti nel settore che fanno uscire allo scoperto tutte le bugie di Enel.”.

Quindi dietro al nucleare italiano targato Enel c'è l'azienda francese Edf... così come dietro Edison (che intende costruire la centrale turbogas di Corinaldo) troviamo la stessa azienda transalpina.

 

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