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La grande lotta alla mafia del Governo PDF Stampa E-mail
Scritto da Francesco Montanari   
domenica 31 gennaio 2010

mafia.jpgMeno extracomunitari, meno criminali”: così a Reggio Calabria Berlusconi ha presentato il “piano straordinario” contro la mafia.


Per il Governo italiano quindi l'emergenza non sono le organizzazioni criminali ma bensì l'immigrazione clandestina che produce delinquenza. I lavoratori immigrati (in maggioranza regolari, peraltro) risultano quindi ben peggiori dei boss che prima riducono in schiavitù e poi scacciano i lavoratori extracomunitari.
Una simile frase pronunciata proprio a Reggio Calabria, dopo la “cacciata” degli immigrati da Rosarno, immagino abbia un valore politico molto evidente.

Altro punto critico del “piano straordinario” contro la mafia è l'annuncio della costituzione dell'Agenzia per la gestione dei beni confiscati ai mafiosi che avrà sede proprio a Reggio Calabria.
A spiegare il controsenso di questa agenzia è lo stesso Berlusconi quando, rispondendo a una critica sulla decisione del Governo di mettere all'asta i beni sequestrati qualora non siano stati assegnati entro un certo numero di anni, ha risposto: “Se i mafiosi li ricompreranno, noi li sequestreremo di nuovo”. Berlusconi stesso è quindi consapevole del fatto che la mafia abbia la possibilità e il potere di riprendersi ciò che lo Stato le ha tolto... d'altronde vorrei vedere quante persone oserebbero in un'asta mettersi contro la mafia stessa! La domanda quindi è: non conviene non metterli all'asta affatto e affidarli, come avviene oggi, alle cooperative che svolgono funzioni sociali nel territorio?

Sempre sul tema del “piano straordinario”, da Berlusconi è stato dato l'annuncio che il termine 'ndrangheta viene per la prima volta utilizzato in leggi dello stato. Discutendo con un conoscente, questi me ne parlava entusiasmato: “Vedi, non è vero che il governo Berlusconi non fa nulla contro le criminalità organizzate!”. Ho cercato di rispondergli in maniera ironic (ma non l'ha capita) che ero venuto a conoscenza di esodi di boss che stavano lasciando l'Italia perché impauriti dalla terribile offensiva linguistica del Governo... gli ho poi ricordato (più seriamente) che forse sarebbe stato più coerente da parte del Governo richiedere le dimissioni del sottosegretario Cosentino (che invece resta saldamente al suo posto), dato che la Corte di Cassazione ha giudicato del tutto legittima la richiesta d'arresto con l'accusa di legami organici con la Camorra.

Non parliamo poi della legge sulle intercettazioni proposta dal governo... se dovesse passare ridurrebbe notevolmente le indagini antimafia... ma di questo abbiamo già parlato!
Concludo con un estratto dall'articolo di Carmine Fotia pubblicato dal quotidiano Il Manifesto: “Com'è noto i mafiosi di ogni tipo sanno cogliere bene i segnali, il detto e il non detto, la coerenza tra parole e fatti. Soprattutto sanno benissimo capire, come direbbe il commissario Montalbano, quando si sta solo facendo un poco di 'scarmazzo' ”.

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Ultimo aggiornamento ( domenica 31 gennaio 2010 )
 
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