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“Gli stranieri delinquono quanto gli italiani” PDF Stampa E-mail
Scritto da Francesco Montanari   
domenica 31 gennaio 2010

berldell.jpgLe parole di Berlusconi, dal tono decisamente leghista, “Meno extracomunitari, meno criminali” hanno provocato indignazione non solo tra l'opposizione (e anche qualche malumore nella stessa maggioranza) ma hanno provocato l'ira della Cei, che si è vista costretta a bacchettare lo stesso Premier.

A margine di un incontro il segretario generale della Conferenza episcopale dei vescovi, Mariano Crociata, ha ribadito che: “Le nostre statistiche dimostrano che le percentuali di criminalità di italiani e stranieri sono analoghe, se non identiche. La considerazione di fondo sugli immigrati resta la dignità di ogni persona umana che non può essere oggetto di pregiudizio e discriminazione”.
Dopo gli scandali sexy che hanno coinvolto Berlusconi un paio di mesi fa, ora il capo del Governo si ritrova nell'urgenza di ricucire nuovamente i rapporti con Oltretevere.
La Lega difatti non ha digerito “l'intromissione” della Cei e così il Carroccio, a voce di Mario Borghezio, il proprio rappresentante di spicco (per modo di dire), ha voluto richiamare la Cei a stare al suo posto: “In tutto il mondo civile le statistiche sulle delinquenza e sull'immigrazione clandestina le fanno gli organi competenti di governo, non l'organismo rappresentativo dei vescovi”.
Vero... peccato però che le parole di Crociata facessero riferimento all'ultima ricerca della Caritas Migrantes, presentata lo scorso ottobre e basata sui dati ufficiali, cioè su quelli dell'Istat e del ministero dell'Interno. Questo per dire che se Borghezio fosse stato zitto avrebbe fatto sicuramente una figura migliore!

E difatti le conclusioni del rapporto Caritas rendono piuttosto evidente ciò che Crociata voleva intendere: “Se si paragonano italiani e immigrati regolari, quindi persone poste sullo stesso piano, il tasso di criminalità è praticamente identico. L'1,23% tra gli stranieri e lo 0,75% tra gli italiani. Ma se si considera anche l'età (gli immigrati sono mediamente più giovani degli italiani) le percentuali finiscono per eguagliarsi. Il motivo è semplice: non solo è più probabile che commetta un reato una persona di vent'anni rispetto a una di ottanta, ma i numeri dimostrano che è più frequente che un reato venga commesso nel momento iniziale della migrazione, quello più difficoltoso. Addirittura il tasso di criminalità degli immigrati risulta inferiore a quello degli italiani dai 40 anni in poi”.
Al dibattito è intervenuta anche la Comunità Sant'Egidio, che ha ribadito un concetto tanto importante quanto poco conosciuto: “Se le carceri italiane sono sovraffollate e con un numero elevato di immigrati è a causa del reato di immigrazione clandestina che riguarda l'87% delle denunce. Inoltre la gran parte dei detenuti stranieri sono in attesa di giudizio. Se si criminalizzano i clandestini irregolari, trasformando in reato non un loro comportamento ma semplicemente il loro status, poi è fin troppo facile dire, come fa Berlusconi, che immigrato uguale criminale”.

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anzeige - avere dei delinquenti in casa IP:62.97.38.xxx | 2010-02-02 09:36:17
la mia risposta è molto semplice : ma perchè avevamo bisogno di altri delinquenti ? da noi solo squalificati non ingegneri. tiratette indiani e spacciatori africani .
mai ingegneri
x la caritas - abbiate più carità x gli italiani IP:62.97.38.xxx | 2010-02-03 17:03:53
ma quanto sono sofisti quelli della Caritas !il fatto è che abbiamo più delinquenti a cui badare , il nostro sistema sanitario messo in crisi da orde di sciancati nigeriani e sud amicani , tutti concorrono a non dare la gisusta assistenza per i notri vecchi che hanno alvorato per 40 anni.
una proposta , perchè la caritas non va nei loro paesei e li cura cola senza farceli venire qui?? posto
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