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Trasporto pubblico PDF Stampa E-mail
Scritto da Francesco Montanari   
domenica 31 gennaio 2010

12190.jpgL'idea industriale che Barack Obama ha presentato nel suo primo discorso sullo “stato dell'Unione” fa impallidire qualsiasi piano italiano per il rilancio dell'economia, la creazione di posti di lavoro e l'innesco di una crescita a lungo termine.

Il Presidente degli Stati Uniti ha lanciato questo importante progetto: “Faremo il più grande investimento in infrastrutture da quando è stato creato il Sistema di autostrade interstatali. Non c'è ragione perché l'Europa o la Cina debbano avere i treni più veloci quando possiamo costruirli anche qui in America”.
Il Dipartimento ai trasporti ha già infatti annunciato il finanziamento di 8 miliardi di dollari per il primo progetto nazionale di treni passeggeri ad alta velocità.
Una vera rivoluzione per il modello statunitense, improntato dal 1956, grazie al presidente Eisenhower, sull'uso dell'automobile privata: un simbolo e uno stile di vita americano incentrato sul trasporto individuale.
Una rivoluzione anche per il risparmio energetico, visto che il trasporto su strada è un fattore significativamente responsabile dei cambiamenti climatici.

Mi chiedo se in un momento in cui si discute della Fiat e del futuro del lavoro qui in Italia, un'idea del genere sul rafforzamento del Trasporto pubblico potrebbe essere ripresa in considerazione anche da noi...
In Italia ci sono più automobili per abitante che in tutto il resto d'Europa e prima o poi si scoprirà che nelle città l'auto non si può più usare perché non c'è più spazio. Questo vuol dire che una quota significativa dell'industria automobilistica avrebbe dovuto convertirsi, o comunque dovrà farlo, alla produzione di mezzi di trasporto di massa: ferrovie, treni, metropolitane e autobus. Da questo punto di vista siamo piuttosto malmessi, basti pensare che in tutto il paese abbiamo meno di 200 chilometri di metropolitana, mentre la sola Parigi ne ha 500.

La crisi doveva essere un'occasione per discutere di una significativa riconversione industriale verso le energie rinnovabili, il trasporto di massa, il risparmio energetico: ad oggi non si è visto ancora nulla. Questo è gravissimo perché le dimensioni della crisi sono tali che senza programmi di riconversione i posti di lavoro persi non si recupereranno neppure tra dieci anni.
Gli Stati Uniti sembrano averlo capito... e noi italiani?

Commenti o Domande
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Luigi Livi - Capire? IP:79.3.35.xxx | 2010-02-09 19:36:01
Può una società, condannata a essere industriale, capire le esigenze collettive degli essere umani che la compongono?
NON CREDO.
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Ultimo aggiornamento ( domenica 31 gennaio 2010 )
 
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