| Soldi dei genitori per il funzionamento delle Scuole |
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| Scritto da Vittorio Delmoro | |||||||||||||||
| mercoledì 27 gennaio 2010 | |||||||||||||||
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Quei
soldi avevano una finalità duplice : in parte erano dovuti (anche se
volontari) per l’assicurazione degli alunni e per pagare le
fotocopie di cui si faceva indispensabile uso, in parte servivano a
comprare scuola per scuola beni di prima ed occasionale necessità
(materiale di consumo per i laboratori).
In
questi dieci anni si deve proprio a quel contributo volontario
se le scuole hanno potuto offrire agli alunni le attività
laboratoriali e progettuali che hanno ampliato ed arricchito
l’offerta formativa, che hanno permesso la formazione di
personalità più complete, che hanno mantenuto l’attaccamento e
l’interesse per la scuola e la formazione dei giovani.
Ma
con l’ingresso dell’istruzione nell’era gelminiana tutto questo
si sta corrompendo.
Già
lo scorso anno 2008-2009 il Ministero dell’Istruzione retto da
Gelmini non versò neppure un euro per le spese di funzionamento
delle scuole (le spese per comprare il materiale di consumo o le
attrezzature didattiche), anche se la voce compare sui bilanci
ufficiali ed è sostanzialmente un obbligo del governo che deve
provvedere appunto al funzionamento delle scuole. Non solo : sempre lo scorso anno quasi tutte le scuole sono andate in rosso perché non avevano più soldi per pagare i supplenti; altro obbligo non rispettato dal governo, che ha fatto salire il debito con le scuole ad oltre un miliardo di euro.
Quest’anno
la situazione non è migliorata, anzi!
Non
so se avete capito bene la giravolta. Qualche giorno fa ho letto in rete la risposta di una mamma, rappresentante in un Consiglio di classe, alle contestazioni di chi si opponeva al versamento di una quota per riparare il televisore (100 euro) : dovrebbe essere compito della scuola, cioè del Ministero, cioè del governo, provvedere; ma siccome non lo fa, io non voglio privare la classe di mio figlio della possibilità di utilizzare questo strumento per tutto l’anno e dunque chiedo ai genitori di contribuire.
Ecco,
siamo a questo punto : vuoi che tuo figlio a scuola veda un
documentario? Paga la TV; vuoi che ascolti musica? Compragli i cd;
Vuoi che faccia uno spettacolo? Pagagli l’animatore, i materiali,
l’affitto della struttura e pure i fiori per le maestre.
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| Ultimo aggiornamento ( martedì 16 febbraio 2010 ) | |||||||||||||||
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